
"Riprenda la marcia normale": è
l'ordine impartito dal centro di controllo ferroviario di
Atocha,a Madrid,al macchinista del treno ad alta velocità Ave
(della compagnia statale Renfe) e a quella dell'altro treno
coinvolto,della compagnia Iryo,prima dello scontro avvenuto
stamane tra i due coinvogli al km 118 della linea dell'alta
velocità Madrid-Atocha,nei pressi di Urda,in provincia di
Toledo. Tre registrazioni audio,pubblicate da El Pais e
dall'emittente pubblica Tve,documentano le comunicazioni tra i
conducenti e il centro di controllo nei minuti precedenti alla
tragedia,evidenziando presunti errori dello stesso centro.
Secondo la ricostruzione,alle 8:36 il treno Ave,che si
trovava a circa 25 km di distanza dietro l'Iryo,sullo stesso
binario in direzione sud,dopo lo stop provocato dalla caduta
del sistema di controllo automatico Lzb,ha ricevuto
l'autorizzazione a ripartire a velocità normale,
anziché procedere in modalità "a vista",ovvero con limite
massimo di velocità di 40 chilometri orari,come previsto dal
protocollo di sicurezza. E nonostante l'Iryo fosse ancora fermo
più avanti. Alle 8:41 è stata la macchinista dell'Iryo a
segnalare il problema di connessione con il sistema automatico.
Ciononostante,ha ricevuto la stessa indicazione di ripartire a
velocità normale. Sette minuti dopo,alle 8:48,la conducente ha
comunicato nuovamente di essere ferma: "Il treno non mi permette
di avviare il sistema Lzb. Per questo sono ancora ferma davanti
al segnale d'ingresso a Urda". Dal controllore arriva una
risposta interlocutoria: "Va bene,appena può. E se ha problemi,
ci chiami".
Non risulta dai colloqui registrati che in quel
momento sia stato impartito dal centro di controllo l'ordine
all'Ave,che intanto aveva ripreso la circolazione a velocità
normale,raggiungendo i 200 km/h,di fermarsi,a causa dell'Iryo
che bloccava la via. La ricostruzione,riferiscono i media,
evidenziano una sequenza di errori nelle autorizzazioni e nella
gestione delle segnalazioni.