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Agcom, Sistema integrato delle comunicazioni 2024 a 21,8 miliardi, Google supera Rai

Oct 22, 2026 IDOPRESS

Il valore economico complessivo del

Sistema Integrato delle Comunicazioni (Sic) per l'anno 2024 è

stimato in 21,8 miliardi di euro,pari allo 0,99% del Pil,in

crescita del 6,9% sull'anno precedente,un incremento superiore

a quello dell'economia nazionale nel suo complesso. Lo ha

accertato l'Agcom. E per la prima volta la quota più elevata

spetta a una piattaforma online: Alphabet/Google,che con il

12,4% delle risorse complessive precede Rai,che scende al

secondo posto,con il 12%. Meta/Facebook,con il 9,7%,sale dal

quinto al terzo posto,superando Comcast/Sky e Fininvest,

rispettivamente al 9,4% e al 9,2%.


La crescita - spiega l'Agcom in una nota - è trainata

soprattutto dalla pubblicità online che,con quasi 8 miliardi di

euro (36,6% del Sic) e un incremento del 12,6%,si conferma la

prima fonte di ricavo del sistema e amplia ulteriormente il

divario rispetto alla raccolta pubblicitaria sui mezzi

tradizionali,anch'essa in aumento (5,2 miliardi di euro,

+3,4%). Crescono inoltre i ricavi da offerte televisive a

pagamento satellitari e online,da editoria elettronica,da box

office e dal complesso delle entrate da fondi pubblici,mentre

si riducono quelli derivanti dalla pubblicità e dalla vendita di

copie e collaterali dell'editoria quotidiana e periodica,dalle

agenzie di stampa a carattere nazionale e dall'home video.

Quanto alla distribuzione delle risorse tra i diversi operatori

(coloro che hanno conseguito ricavi almeno pari all'1% del

totale),è emerso che,analogamente all'anno precedente,nessuno

degli operatori nel 2024 realizza ricavi superiori alla soglia

del 20%; i primi due si attestano su valori superiori al 10%;

gli operatori che superano la soglia dell'8%,pur rimanendo al

di sotto del 10%,sono tre. I soggetti con quote almeno pari

all'1% restano dodici,gli stessi dell'ultimo biennio,pur con

alcuni avvicendamenti nelle posizioni,e rappresentano

congiuntamente,con 15,4 miliardi di euro,il 71% delle risorse

complessive.


In questo contesto - segnala l'Autorità - per la prima volta

una piattaforma online detiene la quota più elevata del Sic:

Alphabet/Google,con il 12,4% delle risorse complessive,in

crescita di 0,7 punti percentuali rispetto al 2023,precede Rai,

che scende al secondo posto,con una quota del 12% (-0,3 punti

percentuali). Meta/Facebook,7% del totale e una

crescita di 1,1 punti percentuali (l'incremento più ampio tra i

principali operatori),sale dalla quinta alla terza posizione,

superando i gruppi Comcast/Sky e Fininvest,con quote

rispettivamente del 9,4% (+0,1 punti percentuali) e del 9,2%

(-0,2 punti percentuali). Continua a crescere il peso delle

altre piattaforme online: Amazon,Netflix e Dazn si collocano al

sesto,settimo e nono posto,con un'incidenza dei propri ricavi

rispettivamente del 4,9%,3,5% e 2,5%.


Sotto il profilo della composizione del Sic,considerando le

aree di attività economica,si conferma il ruolo prevalente dei

servizi di media audiovisivi,radiofonici e di piattaforma di

condivisione di video a pagamento che,con quasi 9,5 miliardi di

euro (+6,8%),assorbono il 44% delle risorse economiche

complessive,una quota sostanzialmente invariata rispetto al

2023. All'interno dell'area,crescono sia i servizi di media

audiovisivi in chiaro (poco meno di 5 miliardi di euro,+4,4%),

grazie all'aumento della raccolta pubblicitaria e delle risorse

pubbliche,sia i servizi a pagamento (3,9 miliardi di euro,

+11,3%),trainati dalla componente online (+15,3%) e dal ritorno

alla crescita delle offerte satellitari (+5,8%) dopo anni di

contrazione. La radio,con il 7% dei ricavi dell'area,registra

invece una lieve flessione (-0,riconducibile principalmente

alla riduzione delle risorse pubbliche.


Segue,con una rilevanza sempre maggiore nella composizione

del Sic (38%),l'area economica dell'editoria elettronica e

della pubblicità online,con un valore di 8,2 miliardi di euro

(+12,3%) trainato dalla pubblicità online,che rappresenta il

97% del comparto. L'editoria tradizionale (quotidiani,periodici

e agenzie di stampa),con 2,conferma la

terza posizione,ma la sua incidenza sul Sic scende al 13% (-1,5

punti percentuali): la contrazione delle entrate del 3,9%

riflette la crisi strutturale del settore,che interessa tanto

la vendita di copie quanto la raccolta pubblicitaria. Completano

il quadro la pubblicità esterna,che vale 739 milioni di euro

(+3,4%) con un'incidenza del 3,4% sul Sic,e il cinema,che

scende a 512 milioni di euro (-2,0%).