
Yayoi Kusama,l'artista giapponese
nota in tutto il mondo per le sue ossessive ripetizioni di pois,
le sculture a forma di zucca e le celebri "Infinity Mirror
Rooms",è morta il 14 agosto a Tokyo all'età di 97 anni.
L'annuncio è stato dato oggi dalla fondazione che porta il suo
nome.
Nata nel 1929 a Nagano in una famiglia benestante ma segnata
da tensioni familiari,Kusama iniziò a disegnare i suoi
caratteristici puntini e reticoli già a dieci anni - come
raccontato nell'autobiografia - sviluppati come modo per
esorcizzare le proprie paure. Dopo aver studiato pittura a
Kyoto,nel 1957 si trasferì negli Stati Uniti,prima a Seattle e
poi a New York,dove per sedici anni,nonostante le ristrettezze
economiche,divenne un nome di punta dell'avanguardia.
Negli anni Sessanta organizzava "happenings" con corpi nudi
dipinti a pois in luoghi pubblici,in chiave antimilitarista e a
sostegno dei diritti civili,e lanciò una linea di moda. Tornata
in Giappone nel 1973,scelse di vivere volontariamente in un
ospedale psichiatrico di Tokyo,da dove ha continuato a lavorare
fino in età avanzata. Il successo commerciale arrivò tardi,a
partire dagli anni Novanta,con le sue zucche - definite
"compagni di vita" - e le sale degli specchi infiniti,divenute
fenomeno globale anche sui social network. Nel 2016 fu inserita
dal "Time" tra le cento persone più influenti al mondo,e le sue
opere hanno raggiunto prezzi da capogiro,con un "infinity net"
venduto per quasi otto milioni di dollari nel 2019. Sempre
riconoscibile per la parrucca rosso fuoco e gli abiti a pois,ha
spesso criticato il Giappone,che definì "pieno di disprezzo per
le donne". Nel 2017 aprì a Tokyo un museo a lei dedicato. "Il
mio desiderio - disse allora - è che il futuro luminoso,la
bellezza dell'amore e la mia anima vengano tramandati. Amate le
mie opere,anche dopo la mia morte".