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Notizie turistiche

Comune Villa S.Giovanni, manca reale piano economico del ponte Stretto

Oct 9, 2026 IDOPRESS

"Non abbiamo letto

tutte le carte che i ministeri hanno depositato per

l'approvazione della delibera: abbiamo però letto il parere

dell'Autorità di regolazione dei trasporti (Art) ed abbiamo

manifestato al presidente Ciucci le nostre perplessità circa la

evidenziata mancanza di un reale piano economico del ponte". Lo

affermano in una nota la sindaca di Villa San Giovanni Giusy

Caminiti,la giunta e il gruppo consiliare "Città in movimento"

all'indomani dell'incontro con l'ad della società Stretto di

Messina Pietro Ciucci.


"Abbiamo anche letto - prosegue la nota - il parere del

Consiglio superiore dei lavori pubblici che chiede gli stessi

studi che l'amministrazione comunale insiste a pretendere prima

della contrattualizzazione,ancora eventuale,del progetto.


Nonostante il Consiglio superiore dei lavori pubblici abbia,

infatti,previsto a tutela e a garanzia una fase anticipata alla

progettazione esecutiva con la realizzazione degli studi

propedeutici,l'amministrazione insiste nel chiedere alla

politica serietà nelle scelte: al presidente Ciucci abbiamo

continuato a chiedere l'anticipazione di tutti gli studi sul

territorio (faglie sismiche attiva e capaci,stato di

consistenza del terreno,giusto per fare degli esempi) che

dimostrino come il metodo tecnico scientifico sia fondante di

ogni decisione".


"Purtroppo - sostiene l'amministrazione - abbiamo appreso che

quelle che noi consideravamo lacune della delibera Cipess 2025

continuano ad essere presenti nella proposta depositata: non vi

è l'attribuzione a Villa San Giovanni dei 4 milioni che

residuano dalla compensazione dell'ecomostro per il mancato

completamento del Lungomare e per la copertura della variante

ferroviaria. La delibera di prossima approvazione dovrà comunque

tornare al vaglio della Corte dei Conti: nonostante la Stretto

di Messina ritenga di aver ottemperato alle richieste presentate

dai giudici contabili - conclude - noi non abbiamo letto il

famoso Iropi,la cui rilevanza è fondamentale per comprendere se

vi sia o meno violazione del diritto eurounitario in materia di

tutela dell'ambiente e del paesaggio. Le nostre obiezioni al

progetto ad oggi non ci sembrano superate".