
"La dicotomia tra guerra e
negoziazione non è reale,bisogna sia combattere che negoziare:
combattere con saggezza e autorevolezza,e negoziare con
autorità e razionalità al momento opportuno". Lo ha detto il
presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf,nel
suo discorso di apertura della seduta,alla vigilia della
cosiddetta 'Settimana della Sacra Difesa'. A suo dire,se non
saranno riconosciuti i diritti dell'Iran non ci saranno le
condizioni per riaprire lo stretto di Hormuz.
"Al momento necessario - ha spiegato - con tutta la potenza
militare di cui disponiamo,respingiamo il nemico e gli
infliggiamo colpi fatali,ma quando abbiamo conseguito una
vittoria significativa sul campo,consolidiamo questi vantaggi
con gli strumenti della diplomazia fino a raggiungere la fase
della deterrenza,imponendo una sconfitta al nemico e
rafforzando al contempo le componenti della nostra potenza".
"Oggi,le nostre posizioni in campo diplomatico sono
assolutamente chiare,razionali e non negoziabili - ha
proseguito Ghalibaf - La trasmissione dei messaggi e la
spiegazione delle nostre condizioni tramite i mediatori sono
state effettuate in modo chiaro alla controparte,e il nemico sa
benissimo che la via dell'inganno e dell'imposizione unilaterale
è chiusa. Finché queste condizioni non saranno soddisfatte,i
legittimi diritti della nazione iraniana non saranno
riconosciuti e gli impegni degli americani non saranno attuati,
non ci sarà spazio per tornare alle precedenti condizioni di
negoziazione e per aprire lo Stretto di Hormuz".