
Il Giappone accelera sul riarmo e
si allinea sempre più alle raccomandazioni di Washington.
Secondo fonti a conoscenza del
dossier citate dal Japan Times,il governo guidato dalla premier
conservatrice Sanae Takaichi sta valutando un piano di spesa per
la difesa da quasi 500 miliardi di dollari in cinque anni,che
quasi raddoppierebbe gli investimenti rispetto all'attuale
programmazione e rafforzerebbe le capacità militari del Paese.
Se adottato,il programma prevedrebbe una spesa compresa tra
70.000 e 80.000 miliardi di yen,pari a fino a 508 miliardi di
dollari,rispetto ai 43.000 miliardi di yen stanziati con
l'attuale piano quinquennale avviato nell'anno fiscale 2023. La
cifra potrebbe tuttavia cambiare: il governo sta mettendo a
punto il bilancio in vista della fine dell'anno e rivedrà i tre
documenti strategici in materia di sicurezza.
Secondo le fonti,i nuovi fondi dovrebbero finanziare acquisti
come grandi quantità di droni. Con l'attuale programma,
formulato alla fine del 2022,Tokyo aveva già aumentato
nettamente la spesa prevista rispetto ai 27.500 miliardi di yen
iniziali,puntando su missili a lungo raggio per capacità di
contrattacco,munizioni e parti di ricambio per gli
equipaggiamenti militari.
La leader giapponese punta a rafforzare l'asse Tokyo-Washington
in un contesto regionale sempre più teso,segnalando una
rinnovata disponibilità ad allinearsi alle richieste
statunitensi su difesa e sicurezza. In base ai dati diffusi dal
ministero della Difesa giapponese,nell'anno fiscale 2025 Tokyo
ha acquistato armi statunitensi attraverso il programma Foreign
Military Sales (Fms) per circa 993 miliardi di yen,in aumento
di circa 110 miliardi rispetto all'anno precedente.
Tra gli acquisti principali figurano i caccia stealth F-35A e
F-35B,per un totale di 222,7 miliardi di yen,e gli aerei
rifornitori KC-46A,per 222,4 miliardi. La debolezza della
valuta nipponica ha reso più onerosi gli acquisti in dollari e
rappresenta un fattore di pressione aggiuntivo per Tokyo,
chiamata a finanziare un piano di espansione militare senza
precedenti mentre i costi di approvvigionamento continuano a
crescere.