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La maternità a 33,4 anni, le madri partoriscono sempre più tardi

Aug 6, 2026 IDOPRESS

Mamme sempre più 'anziane' in Italia.


Continua a crescere l'età media al momento del parto,arrivata a

33,4 anni per le italiane nel 2025 (era 33,3 nel 2024) e 31,4

anni per le cittadine straniere. Ancora una nascita su dieci

avviene in ospedali troppo piccoli per garantire sicurezza. E si

conferma "il ricorso eccessivo" al cesareo,procedura che lo

scorso anno ha riguardato il 29,8% dei parti ma "con notevoli

differenze regionali" e "un'elevata propensione" a eseguirlo in

cliniche private. A raccontare come si nasce in Italia è il

Rapporto sull'evento nascita realizzato dal ministero della

Salute,basato sul flusso informativo del Certificato di

Assistenza al Parto 2025.


In accordo con le linee guida nazionali e internazionali,gli

ultimi anni mostrano una tendenza alla diminuzione dei tagli

cesarei. Se però rappresentano il 28% dei parti negli ospedali

pubblici,la percentuale sale al 45% nelle case di cura

accreditate,evidenzia il ministero. Resta alla Campania la

maglia nera: vi si ricorre nel 43,7% dei casi,seguita da

Sicilia e Sardegna (39%); mentre sono al nord le regioni che li

effettuano meno,a partire dalla Toscana (16%).


Prosegue il calo delle nascite: nel 2025 ne sono registrate

353.240,contro le 370.577 del 2024,e circa il 20,7% delle

partorienti è di cittadinanza non italiana. La maternità sempre

più spesso si rinvia: per le italiane l'età media al primo parto

è di 32,5 anni,per le straniere è 29,4 anni e finora ha

compensato,almeno in parte,lo squilibrio. Crescono le italiane

che rinunciano ad avere il secondo o il terzo figlio: nel 2025

il numero medio per donna è di 1,14,a fronte di 1,35 del 2015.


Un dato positivo riguarda la scelta del luogo in cui

partorire. Sempre più spesso,nel 91,3% dei casi,si scelgono

ospedali pubblici o equiparati,rispetto al 90,7% del 2024. A

concentrare il 58,8% dei parti sono 117 punti nascita con almeno

mille nascite l'anno,ma il 10% dei parti avviene ancora nei

centri che ne contano meno di 500,considerati anche meno

sicuri.


Altri dati raccontano i cambiamenti sociali in corso.


Aumenta il ricorso a tecniche di procreazione assistita,che

interessano 4,6 gravidanze ogni cento. Nel 94,7% dei casi la

donna ha accanto a sé il padre del bambino al momento del parto.


Aumentano infine i controlli,tanto che nel 94% delle gravidanze

sono state effettuate più di quattro visite ostetriche.