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Notizie dell'hotel

A Giffoni Antonino Bartuccio, il sindaco che denunciò la 'ndrangheta

Jul 21, 2026 IDOPRESS

(dell'inviata Cinzia Conti)

A 34 anni dalle stragi

di Capaci e di via D'Amelio e dal troppo spesso ingiustamente

dimenticato suicidio della 17enne testimone di giustizia Rita

Atria,che si uccise a una settimana dalla scomparsa di Paolo

Borsellino,a Giffoni risuona forte e chiaro il messaggio "Basta

girarsi dall'altra parte". E questo qualunque sia il sopruso:

un'intimidazione mafiosa o un atto di bullismo,un odioso

revenge porn o una violenza su una donna. Il messaggio arriva

dalla voce forte e schietta,dalle mani che non tremano di

Antonino Bartuccio,l'ex sindaco di Rizziconi (Reggio Calabria),

che nel 2014 ebbe il coraggio di dire no alla 'ndrangheta. E

negli occhi che si riempiono di lacrime di sua moglie

Mariagrazia Squillaci,consulente del lavoro,che assieme ai

loro due figli è stata posta sotto scorta assieme al marito.


Ai ragazzi di Giffoni presentano il cortometraggio "Il

quaderno di Tommaso",un progetto nato dall'idea del Consiglio

Nazionale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro e realizzato

dalla sua Fondazione Studi in collaborazione con il Film Fest

che si basa sul libro 'Sui sedili posteriori. La "nuova libertà"

di Antonino Bartuccio. Ne è valsa la pena? "Sì,ne vale la pena

da 12 anni,un mese e 16 giorni,ne vale la pena ogni giorno,-

dice Bartuccio in un'intervista all' - perché ciò che è

stato fatto non è qualcosa che riguarda solo la mia famiglia,

anche se sulla mia famiglia si sono riverberati i maggiori

effetti,quelli più difficili da superare. È stato veramente

complicato spiegare ai nostri figli,nell'immediato,subito dopo

gli arresti,quando siamo finiti sotto scorta. Però sono stati

sempre vicini,sempre accanto a me e a tutta la famiglia,sempre

orgogliosi perché hanno ben compreso che ciò che era stato fatto

era giusto,che doveva essere fatto,era l'unica via. Bisogna

reagire se vogliamo che le cose cambino,perché non cambieranno

mai se rimarremo inerti".


Vicino a lui c'è la moglie Mariagrazia Squillaci,che lui

definisce con orgoglio la 'colonna portante' della loro famiglia

e della loro storia: "Io sono con lui in tutto e per tutto e

qualsiasi cosa la affrontiamo insieme,nel bene e nel male",

sottolinea visibilmente commossa.


Nel film,scritto e ideato da Luca Apolito,direttore

artistico di Giffoni e diretto da Marco Pellegrino,a dare il

volto a Bartuccio c'è Antonio Gerardi,affiancato da Carolina

Crescentini e dal giovane Samuele Aprile nel ruolo di Tommaso.


"Quando ero piccolo a noi ragazzini del Sud insegnavano a farci

i fatti nostri,a girarci dall'altro lato quando le situazioni

erano scomode. È arrivato il momento di dire ai ragazzi di non

accettare più. Le vecchie generazioni,come le mie,sono

difficili da cambiare,ma possiamo lavorare sui giovani e il

mondo sarà migliore" dice Antonio Gerardi,che spiega che "di

solito un attore va sul set e dà tutto se stesso per

l'intepretazione" ma in questo caso lui ha avuto "un dono di cui

farà tesoro".


A Giffoni per il corto è arrivata anche la ministra del

Lavoro Marina Calderone che ha voluto sottolineare a gran voce

la differenza tra "collaboratore di giustizia" (pentito) e

"testimone di giustizia" (una persona completamente estranea

alle organizzazioni criminali che subisce pressioni per non

denunciare i fatti),come nel caso Bartuccio,e ha quindi

ringraziato tutte le forze dell'ordine,sia in generale sia

direttamente coinvolte nelle scorte alle persone sotto

protezione. "Quando c'è il coraggio della denuncia,- ha

spiegato - immediatamente poi c'è anche il tentativo,da parte

di chi rappresenta le forze del male,di oscurare quella

denuncia e soprattutto di fare in modo che non se ne abbia più

memoria o nozione. Quello è il momento in cui chi ha avuto il

coraggio di denunciare e di testimoniare è più fragile e facile

da 'eliminare'".


Per il regista Pellegrino il corto è stata un'esperienza

bellissima: "Carolina Crescentini è anche un'amica,quindi è

stato un po' come stare in famiglia. Gerardi invece l'ho

conosciuto grazie a questo progetto ed è stato anche lui un

manuale di cinema,di recitazione,di presenza sul set e di

professionalità. Poi la fortuna di incontrare un 'pulcino',come

Samuele Aprile,che abbiamo riscovato in una scuola di

recitazione e ci ha regalato una partecipazione incredibilmente

emozionale".


Aprile ha detto di sentirsi molto legato al personaggio di

Tommaso: "Vivo e ho vissuto molte delle situazioni in cui magari

c'era la paura di dire quello che si pensava,la paura di

esprimersi,la paura di farsi avanti. Sono felice di aver

esordito così". "Il Quaderno di Tommaso rappresenta un altro

passo all'interno del nostro progetto di orientamento al lavoro

denominato GenL - Generazione Legalità. Ma non consideriamo

questo risultato un punto di arrivo. Da settembre,infatti,

proietteremo il cortometraggio in scuole e università di tutta

Italia per educare alla legalità un numero ancora maggiore di

studenti",ha annunciato il presidente del Consiglio Nazionale

dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro Rosario De Luca.