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Giappone, inflazione accelera in luglio all'1,8%

Aug 21, 2026 IDOPRESS

Il deprezzamento dello yen e le

tensioni in Medio Oriente

spingono l'inflazione in Giappone a luglio,superando il target

della Banca del Giappone (BoJ) per il settimo mese consecutivo

se si esclude l'effetto dei sussidi governativi sui carburanti.


I dati del ministero degli Affari interni,infatti,confermano

un'accelerazione all'1,8% su base annua,dal +1,6% di giugno;

escludendo anche l'energia,l'inflazione cosiddetta "core" è

salita all'1,9% a luglio,7% di giugno,in linea con le

previsioni. La premier Sanae Takaichi ha finora attenuato

l'impatto sui consumatori con sussidi su carburanti ed energia,

ma secondo gli analisti l'effetto tampone sta gradualmente

scemando. Il dato rafforza le aspettative di un nuovo intervento

restrittivo della BoJ,che già a giugno aveva portato il tasso

di riferimento all'1% - massimo da 31 anni - e che al prossimo

meeting del 17-18 settembre è attesa dagli operatori per un

ulteriore rialzo a 1,25%. Un eventuale incremento potrebbe

sostenere lo yen,che nelle ultime settimane ha già recuperato

circa la metà delle perdite successive all'intervento congiunto

Usa-Giappone sui cambi dello scorso mese. Una valuta debole può

sostenere l'economia domestica,ad esempio rendendo i prodotti

giapponesi più competitivi sui mercati esteri. Allo stesso

tempo,però,può avere effetti negativi,aumentando il costo

delle importazioni e aggravando uno dei principali problemi con

cui il Paese si confronta mentre il conflitto in Medio Oriente

continua a protrarsi. La BoJ,pur avendo mantenuto invariata la

politica monetaria a luglio,ha emesso il suo avvertimento più

netto finora sui rischi inflazionistici crescenti.