
La Missione permanente dell'Iran
presso le Nazioni Unite e le organizzazioni internazionali di
Vienna ha esortato l'Agenzia internazionale per l'energia
atomica (Aiea) ad adottare le misure necessarie a seguito di un
attacco missilistico statunitense contro la centrale nucleare di
Karun. Lo scrive l'agenzia iraniana Mehr.
La missione ha affermato che nelle prime ore del 19 luglio
gli Stati Uniti hanno lanciato una serie di missili contro il
sito di Darjovin,descritto come un simbolo dell'autosufficienza
scientifica dell'Iran. La dichiarazione sottolinea che l'attacco
rappresenta la diciottesima ondata di attacchi contro i siti
nucleari pacifici iraniani sottoposti a salvaguardie dall'inizio
dell'aggressione congiunta statunitense-israeliana nel giugno
2025. L'Iran ha affermato che gli attacchi miravano a
distruggere le infrastrutture civili di un Paese esclusivamente
a causa della sua resistenza alle pressioni e del suo rifiuto di
una resa incondizionata.
La missione ha affermato che gli attacchi hanno inoltre
confermato che tutte le argomentazioni avanzate dagli aggressori
sotto pretesti quali le preoccupazioni relative alla non
proliferazione non erano altro che menzogne,disinformazione e
inganni intesi a giustificare obiettivi illegittimi.
La dichiarazione ha descritto gli attacchi come gravi
violazioni del divieto di aggressione,una norma imperativa del
diritto internazionale,e ha avvertito che gli attacchi contro
impianti nucleari pacifici sottoposti a salvaguardie stanno
diventando una pratica normalizzata,in parte a causa
dell'inerzia degli organismi internazionali competenti.
Ha aggiunto che l'atteggiamento conciliante nei confronti
degli aggressori,anche attraverso il silenzio e la passività,
li incoraggia fondamentalmente a compiere ulteriori atti di
aggressione con crescente frequenza e gravità.